Dolce compagno dei miei giorni
rivedo i tuoi passi rumoreggianti sul duro pavimento di casa
risento lo sfiorare della tua zampa sulla mia coscia
a stimolare la carezza,
il saluto che tu per primo mi rivolgevi al mio ritorno giornaliero,
e alla stessa ora il tuo musetto dal muretto del poggiolo
aspettava il mio rientro, e già la breve coda dimenavi per il mio sguardo.
Tenero cagnetto mio, a cui dedicai le notti insonni in malinconica veglia,
per allontanarti l'ora della morte.
Poi ad un tratto partisti via per sempre guardandomi un attimo prima
senza abbaiare, sembrava volessi manifestare, senza che io ti capissi,
quel che sentivi:
"con te ormai... non posso più stare"!!!
 
ellena luciana

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