Cari volontari dei canili di Torino e provincia,
vi scrivo per raccontarvi la storia di un cane che ho adottato nel canile di Torino lo scorso agosto 2003.
Il cane era stato abbandonato su Lungo Dora il 19 maggio legato ad un palo della luce. Chi l'ha visto ha chiamato il canile di Torino ed è stato portato là.
Il cane era piuttosto malconcio: aveva la filariosi, fortunatamente in forma non gravissima, ed un'infezione ad un'occhio, ma al canile è stato curato ed è guarito da entrambi i problemi. Io l'ho visto il 7 agosto e mi ha conquistato il colore del mantello: tipo pointer bianco e nero (poi mi han detto che era roano). Il cane era piccolino, circa 15 chili di peso e buffissimo perché il corpo ed il muso erano quelli di un cane da caccia tipo pointer, ma... bassottato, ossia incrociato con un bassotto: le zampe erano cortissime! Al tutto si aggiungeva un'andatura dondolante e una dolcezza incredibile. Insomma mi ha conquistata e il 14 agosto (per sfatare il mito dell'abbandono in agosto) é arrivato a casa. Lui ha capito subito chi era che l'aveva scelto! Non so come ha fatto perché quando l'abbiamo ritirato dal canile eravamo in 3 persone. In quel periodo ho trascorso le vacanze in campagna e Otto, così l'ho chiamato, si è subito dilettato a far pipì contro tutti i mobili con somma gioia di chi mi ospitava. Il cane dopo un periodo di assestamento, ha imparato a sporcare fuori e si è subito rilevato uno splendido compagno di gite e di giochi.


Il tutto è proseguito fino al 24 maggio del 2005 quando tornando a casa da un viaggio fuori città, ho trovato Otto dolorante: non riusciva più a camminare bene e faceva molta fatica a trascinarsi: il veterinario ha diagnosticato un'ernia del disco, che non sembrava da operare subito. Purtroppo il cane si è aggravato il giorno stesso ed ha sviluppato una paresi delle zampe posteriori: la notte del 24 piangeva e si lamentava per il dolore. L'ho portato subito al pronto soccorso dove gli han somministrato un antidolorifico e mi han detto che era gravissimo: aveva perso la sensibilità delle zampe posteriori, doveva essere operato d'urgenza e non si poteva sapere se, anche dopo l'operazione, avrebbe potuto rimettersi a camminare.
Quella notte praticamente non ho dormito perché l'ho passata a telefonare ai pronto soccorso veterinari per cercare un neurochirurgo. Il giorno dopo Otto è stato operato d'urgenza da una neurochirurga bravissima, ma anche se l'operazione era andata bene, non si sapeva se avrebbe recuperato il movimento perché l'ernia del disco era molto grave con compromissione di 4 paia di nervi dorsali.
Dopo 4 o 5 giorni in cui le notizie erano sempre poco incoraggianti ("il cane non sta recuperando la sensibilità"), finalmente un barlume di speranza: Otto aveva recuperato la sensibilità profonda, condizione indispensabile per poter poi recuperare anche il movimento. Da allora è trascorso tanto tempo, ad oggi quasi 8 mesi: comunque, dopo una settimana dall'operazione, Otto è tornato a casa in condizioni disastrose perché non si muoveva e sporcava in continuazione: io non dormivo di notte perché lui lamentandosi mi faceva capire che voleva che gli cambiassi il pannolone su cui era adagiato e che aveva sporcato.
Un disastro.
Il veterinario che l'aveva operato mi ha poi detto che doveva incominciare la fisioterapia: ho trovato un centro di recupero dei cani con problemi di movimento (tipo ernia del disco, displasia ed altro) vicino a Torino, a Mathi Canavese, dove ho trovato delle persone splendide: sia i fisioterapisti che i veterinari. Il centro si chiama Villa Beria e mi sento di consigliarlo a tutti quelli che hanno problemi analoghi con il proprio cane. Insomma Otto si è fatto 2 mesi di nuoto e fisioterapia e ha ripreso a reggersi sulle zampe posteriori, ma quando l'ho portato a casa il 19 agosto non poteva ancora camminare da solo: dopo 2 o 3 passi si lasciava andare sulle zampine posteriori. Ho comprato perciò un' imbragatura per sostenere le zampe posteriori e per potergli permettere di andare comunque a spasso. (Mi avevano sconsigliato il carrellino perché un po' si muoveva).
Il problema dell'incontinenza, anche se molto migliorato, non era ancora risolto.
Siamo andati avanti così per mesi e mesi.
Il cane non migliorava granché ed io davo per scontato che avrebbe passato tutta la vita con questo grave handicap: mi dispiaceva molto perché è giovane, ha circa 5-6 anni. È stata una fatica terribile non solo per lui ma anche per me perché io abito in un casa senza ascensore, e il cane doveva essere portato in braccio tutte le volte che usciva. E non è leggero: 15-16 chili da trasportare 3 volte al giorno. Inoltre sporcava in casa, per cui era un continuo pulire. A volte arrivavo alla sera stanchissima.
(Gli ho anche fatto fare delle sedute di agopuntura da settembre a tutt'oggi, che mi pare gli siano molto servite).
Alla fine di novembre il miracolo: Otto finalmente camminava da solo senza bisogno dell'imbragatura né del foulard!
Certo zoppicava ancora, ma non c'era confronto con qualche mese prima!
Adesso, a gennaio 2006, sta ancora migliorando e sono sicura che migliorerà ancora. Anche l'incontinenza è quasi sparita del tutto, anche se ogni tanto c'è qualche piccolo guaio in casa. Per quanto riguarda il movimento, Otto non tornerà forse a camminare perfettamente come prima, ma che cosa importa un piccolo difetto in confronto alla paralisi!
Questa lunga storia per testimoniare che lottando si può vincere, per dire a chi legge di non arrendersi mai e lottare per la salute dei propri animali anche in presenza di gravi patologie: cercate i migliori veterinari e fate attenzione ai professionisti cui vi affidate perché in giro ci sono davvero degli incompetenti! Inoltre su Internet potete trovare molte notizie interessanti anche per la terapia e il controllo di malattie come la lehismaniosi.
Nel caso di Otto tutti mi avevano detto che non sapevano se si sarebbe ripreso, che era troppo grave e che probabilmente sarebbe rimasto paralizzato. Molti conoscenti mi avevano addirittura detto di sacrificarlo perché un cane che non può correre non è felice. Invece Otto è sempre stato di buon umore, a parte quando soffriva il giorno immediatamente precedente l'operazione.
L'ernia del disco di Otto è stata molto grave ma abbiamo trovato una bravissima chirurga, degli ottimi fisioterapisti ed insieme abbiamo fatto tutto il possibile.
Io ho lottato con Otto e insieme abbiamo superato tanti problemi! Ora gli ho promesso che avrà una casa con un giardino dove sarà ancora più felice. Infatti lui è contentissimo quando andiamo a casa di amici che hanno il giardino e io gli ho assicurato che l'avrà! Gliel'ho giurato, anche se dovrà aspettare ancora un po', perché se lo merita, dopo tante traversie, ed io con lui. Adesso so che era destino che Otto capitasse a me: si sarebbe comunque ammalato perché i bassotti o gli incroci di bassotto sono a rischio di ammalarsi di ernia del disco e magari in altre mani non sarebbe stato curato o amato così tanto.
Quello che è successo non è proprio un miracolo, solo una meravigliosa storia con protagonista un cane.
Grazie a tutti voi che vi occupate dei cani!

Alessandra

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