Specchio dei tempi 2/7/2003
«Canile comunale stracolmo: cani e gatti affidati a pensioni private»
  I volontari del canile municipale di Torino ci scrivono: «In via Germagnano stiamo vivendo l'ennesima situazione di sovraffollamento (oltre cinquecento ospiti) dovuta al fatto che il numero dei cani e gatti in cerca di sistemazione cresce continuamente. Tra l‚altro sono in attesa di sistemazione quindici micini, due persiani splendidi e tanti altri gattini e gattoni. La situazione è drammatica: 95 cani e una quantità imprecisata di gatti sono in pensioni private a spese del Comune. «Tutte le associazioni animaliste e zoofile concordano che l'unico modo concreto per fermare il fenomeno del randagismo sia la sterilizzazione. Ogni giorno, infatti, nascono moltissimi cuccioli (intenzionalmente o no) ma il numero di cani e gatti è molto maggiore rispetto alle famiglie disposte ad ospitarli. «Quando si decide di far avere una cucciolata al proprio animale, bisognerebbe pensarci un bel po'. E anche ammettendo che si riesca a dare una valida sistemazione a tutti i cuccioli, si continua ad alimentare il circolo della sovrappopolazione, senza tener conto del gran numero di animali abbandonati nei vari rifugi che aspettano di essere adottati. Inoltre i canili sono sovraffollati e non sono più in grado di accogliere cucciolate in attesa di sistemazione. La sterilizzazione è un atto d'amore verso il proprio e gli altri animali e un gesto di civiltà oltre che un atto responsabile di persone consapevoli».

  La storia di Lilli e Poldo
siamo venuti a conoscenza di una bella storia, attraverso le frequentazioni dell'aiuola Balbo. Nel novembre del 2001 la Stampa (cronaca di Torino) pubblicava un appello del Canile Municipale per far adottare mamma e cucciolo incrocio setter. La mamma, molto malata, era stata trovata incinta dal personale del Canile. Aveva poi partorito un bel cucciolo e il personale del canile pregava qualcuno di buon cuore di adottare mamma e piccolo insieme, per non separarli considerato che alla mamma non rimaneva che qualche mese di vita. Però la mamma, evidentemente non avvertita della sua fine imminente, non è morta per nulla e anzi sta bene con il suo cucciolo ormai cresciuto e sono amorevolmente accuditi da una simpatica famiglia del centro di Torino. E' stata curata per diverse patologie, adesso ha un po' di diabete ma sta migliorando. A Lilli, Poldo e la loro bella famiglia un grande augurio da tutti noi di adotta un cane

LA STAMPA 25/3/2003
Quelle facce un po´ così sul bau-river
A spasso in riva al Po per cercare le somiglianze cani-padroni

  Selvaggio ha 10 anni è già stato affidato una volta, ma ha combinato un guaio: ha morsicato il figlio della famiglia affidataria ed è tornato al canile. Non è aggressivo, è un fifone e la paura lo spinge a difendersi con i denti. Detesta essere chiuso in un angolo, non ama il guinzaglio e occorre cautela nell´avvicinarlo. E´ adatto per vivere in un giardino e ha bisogno di almeno un´ora di passeggiata al giorno. E´ un cane difficile da adottare. Puma è un pitbull. Ha due mesi. Anche per lui sarà difficile trovare una famiglia. Non sa ancora che oltre il recinto ci sono automobili, tram, odorosi cassonetti dell´immondizia, cani sconosciuti, bambini curiosi, persone che hanno voglia di trasmettere simpatia con una carezza. Puma è come un bimbo che ha vissuto in collegio da sempre: riceve attenzioni da chi si prende cura di lui, ma non sa cosa significa diventare parte di una famiglia, assorbirne il calore e osservarne le regole. Anche lui è esuberante, non risparmia energie e si diverte a mordicchiare. Anche per lui, la fifa può diventare un´arma offensiva. Ha bisogno di proprietari esperti. Sono le schede psicoattitudinali di due ospiti del canile municipale di via Germagnano 11. Le hanno compilate Francesca Cena, veterinario, e Cristina Bordoni, istruttore Apdti, dell´Associazione Impronta, che, per conto del Comune, oltre a organizzare corsi di formazione per volontari e operatori, offrono consigli a tutti i volenterosi aspiranti proprietari di un quattro zampe. Una sorta di consulenza psicologica che cerca di fare affiorare le affinità utili affinché un rapporto nato con il vigore di una simpatia improvvisa non si trasformi in una dolorosa e difficile esperienza. Una sorta di dialogo preliminare per facilitare un evento gioioso, l´adozione di un cane, che talvolta si conclude tragicamente, con l´abbandono dell´animale, talvolta amaramente, con il suo ritorno al canile. «Tutti cercano il cucciolo carino che giochi con i loro bambino - fanno notare le due esperte -, ma spesso non si rendono conto dell´impegno che comporta un cane in casa. E´ quindi importate un colloquio preliminare per conoscere il carattere del cane, la sua storia, la sua psicologia». Ma è anche importante non pretendere troppo da se stessi. Tipico è il caso del cardiopatico che vuole il levriero o del single che si lamenta perché non riesce a trovare più di mezzora di tempo per il suo caro «lupo» avendo troppo da fare. Il servizio di «avvicinamento all´adozione», precisano Cristina e Francesca, si limita ad una consulenza sul comportamento del cane (non è un servizio di assistenza veterinaria), che può essere ripetuta su appuntamento anche dopo l´adozione. Lo sportello è aperto anche per chi ha già un cane ed ha bisogno di qualche suggerimento o per chi intende acquistare un cucciolo in un allevamento. Ci si può prenotare telefonando al numero 011 2624803 (martedì dalle 15 alle 17) e sabato dell 9 alle 12. Le due esperte organizzano per fine aprile un ciclo di serate, in sala delle Colonne. I temi: «La comunicazione tra uomo e cane» «Il cucciolo, un investimento a lungo termine», «Metodologie di allenamento», «Animali in aiuto dell´uomo». Da segnalare ancora il sito che racconta l´attività di canili e rifugi, le regole dell´adozione, il volontariato. l´indirizzo: http://digilander.libero.it/adottauncane/

TORINO SETTE
 Web mistress  di Alessandra C.
24 gennaio 2003
  Nei dintorni dei giardini pubblici della mia zona, su tutti i cestini della spazzatura e in tutti i luoghi dove si può affiggere, è comparso il seguente grido d’aiuto: «Aiuto! Disperso meticcio di taglia media, bianco e nero, tipo pubblicità Omnitel…».
Dopo aver letto l’accorata richiesta mi sono recata a comprare il cibo per i miei gatti. Parlando con il negoziante del caso «Cane Omnitel» lui mi ha dato un altro foglietto dicendomi «Segui il filo». Con il bigliettino in mano mi sono sentita tanto Neo all’inseguimento del coniglio bianco. O meglio, Neo sulle tracce del cane bianco e nero.
Giunta a casa ho piazzato il biglietto sulla tastiera e digitato http://digilander.libero.it/adottauncane/: una pagina zeppa di zampette colorate ha invaso lo schermo.
Adotta un cane è un sito di informazione per chi vuole trovare o ritrovare un amico a quattro zampe. Il servizio, gestito da volontari, riporta gli elenchi aggiornati, con tanto di foto, dei cani ospitati nelle strutture del: Canile Municipale di Torino, Canile Rifugio di Moncalieri, L.I.D.A. di Pinerolo, Canile Municipale di Chivasso, Rifugio Argo di Alpigiano e Croce Blu di Piossasco.
La pagina si apre con altre impronte, poste di fianco al nome della struttura dove i cani sono ospitati. Cliccando sulla zampetta colorata si accede, agevolmente, all’elenco dei cani adottabili. La lista viene aggiornata spessissimo. Entrati nell’elenco degli sfortunati amici, per molti, è possibile visualizzare la foto.
Sempre in home page si trovano i casi urgenti, i link e le modalità per diventare volontario, per dare una mano, o se volete una zampa, nelle strutture. Anche in questo caso, purtroppo, l’elenco è lungo.
Girando tra i cani, di razza e non, ospitati nel canile di Torino, mi sono imbattuta nella foto di una San Bernardo. Emilia ha il muso triste e otto anni di età. Mi sono chiesta chi mai ha potuto abbandonare un cane di otto anni? Otto anni d’affetto scaricati, così con tanta leggiadra leggerezza. Poi mi sono detta «Magari Emilia si è persa, proprio come il cane Omnitel!»
Il sito di Adotta un Cane si può rivelare uno strumento fantastico per ritrovare i cagnolini perduti e non certo finiti nell’Isola che non c’è.

STORICA LEGGE DI RIFORMA DEL CODICE PENALE CONTRO MALTRATTAMENTI, UCCISIONI, ABBANDONI, COMBATTIMENTI DI ANIMALI: APPELLO LAV AL PRESIDENTE PERA E AL PRESIDENTE DELLA COMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO PER UNA TEMPESTIVA APPROVAZIONE DOPO IL VOTO UNANIME DI IERI DELLA CAMERA.   "La storica legge approvata ieri dalla Camera, con 395 voti a favore, che istituisce due titoli del Codice penale contro maltrattamento, abbandono e combattimenti di animali, ora va approvata subito dal Senato per rendere operativa una norma che finalmente ci allinea agli altri Paesi europei". Lo scrive Adolfo Sansolini, presidente della LAV, in una lettera-appello indirizzata al Presidente del Senato Marcello Pera ed al Presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, Antonio Caruso. "Auspichiamo che l'unanimità ottenuta sul testo che raccoglie la diffusa sensibilità dell'opinione pubblica, si ripeta nuovamente in tempi brevi – continua Sansolini - come testimoniato dalle 200.000 firme raccolte durante le nostre Giornate nazionali dedicate al tema nell'ottobre scorso che chiediamo di consegnarvi". "Questo testo di legge nasce dalla proposta elaborata dalla LAV e depositata dall'on. Azzolini con la firma di deputati di tutti i gruppi; il relatore in Commissione Giustizia, on. Italico Perlini, ha successivamente deciso di includere in questo iter tutte le proposte riguardanti la tutela degli animali – prosegue Gianluca Felicetti, responsabile LAV rapporti istituzionali -. In queste settimane, grande importanza ha avuto l'impegno dell'Intergruppo Parlamentare Animali, coordinato dalla nostra Associazione, che ha permesso di fare esprimere da parte tutti i Gruppi parlamentari importanti affermazioni dell'importanza di riconoscere e rispettare i diritti di ogni essere vivente”. ”L'approvazione della Camera, oltre a fornire finalmente la risposta attesa da anni alle campagne condotte in totale isolamento dalla LAV contro i combattimenti fra cani, contro la Zoomafia e per una riforma del Codice penale a tutela degli animali, rappresenta un grande passo in avanti - conclude Gianluca Felicetti - un'occasione storica anche per il Parlamento che non emana da dieci anni una normativa nazionale a tutela degli animali". Sul sito internet della LAV www.infolav.org è disponibile il testo di legge “Disposizioni a tutela degli animali” approvato ieri dall’Aula della Camera dei Deputati.


CRONOLOGIA DELLE ATTIVITA’ LAV A SOSTEGNO DELLA LEGGE DI RIFORMA DEL CODICE PENALE CONTRO MALTRATTAMENTI, UCCISIONI, ABBANDONI E COMBATTIMENTI DI ANIMALI: "ECCO COME SIAMO ARRIVATI A QUESTA LEGGE".

1996: a Ostia (Roma) la LAV scopre il primo cimitero di pit bull sfruttati per i combattimenti. 1996: la LAV stima in 150.000 il numero di cani e gatti abbandonati ogni anno in Italia, lancia una campagna di sensibilizzazione che proseguirà negli anni successivi e pubblica il primo censimento dei canili-lager.
1997: è della LAV la prima proposta di Legge contro i combattimenti fra cani.
1997: la LAV istituisce il numero SOS Combattimenti (064461206) al quale giungono più di 1.000 segnalazioni di combattimenti in tutta Italia; la LAV elabora la prima mappa italiana del fenomeno e crea il primo ed unico centro di recupero del cani usati nei combattimenti avviando alla rieducazione un centinaio di cani sequestrati ed affidati in custodia giudiziaria alla LAV.. L’Associazione avvia con successo la prima campagna di adozione diretta e a distanza dei cani sequestrati.
1997: la LAV istituisce l’Osservatorio nazionale sulla Zoomafia.
1998: ad Aulla (Massa) la LAV scopre un altro cimitero di pit bull sfruttati per i combattimenti.
1998: ad Aulla (Massa) la LAV scopre allevamenti di cani filabrasileiro sfruttati per i combattimenti.
1999: a Palermo (Arenella) la LAV scopre un allevamento di pit bull e si occupa del recupero del pit bull Nerone, trovato sanguinante dopo un combattimento. Inizia un’attiva collaborazione della LAV con la Polizia di Tivoli (Roma) ottenendo il sequestro di Autotreno, il pit bull campione di combattimenti nel Lazio. Il Sisde e tutti gli organi di polizia giudiziaria si interessano al fenomeno dei combattimenti fra cani che suscita anche l’interesse della stampa internazionale.
1999: La LAV inizia la pubblicazione del Rapporto annuale sulla Zoomafia di cui uscirà presto la quinta edizione. Il Ministro degli Interni facendo propri i dati e le analisi della LAV, inserisce per la prima volta nella relazione annuale della criminalità organizzata il problema dei combattimenti fra cani.
2000: la LAV raccoglie 400.000 firme a sostegno della propria Proposta di legge contro i combattimenti fra cani, che introduce pene più severe fino alla reclusione. Si consolida l’attività investigativa della LAV in collaborazione con le forze dell’ordine e viene messa a punto l’unica banca-dati esistente sul fenomeno dei combattimenti.
2000: viene pubblicato, con il contributo della LAV, il primo ed unico libro in Italia sulla Zoomafia (autore Ciro Troiano, resp.le dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV).
2001: la Polizia dei giochi e delle scommesse invita la LAV a tenere corsi ai poliziotti su combattimenti e scommesse clandestine.
2001: la LAV pubblica il “Manuale tecnico-giuridico per un’azione di contrasto dei combattimenti fra cani”, ad uso delle forze dell’ordine.
2002: la LAV pubblica le ultime stime sui combattimenti: un giro d’affari di 775 milioni di Euro, 15.000 animali coinvolti e 5.000 uccisi. Complessivamente la Zoomafia gestisce un business di 3 miliardi di Euro, cifre in aumento rispetto agli anni ’90.
2002: la LAV crea e coordina l’”Intergruppo parlamentare per gli animali”, il primo coordinamento stabile fra deputati e senatori sensibili alle tematiche animaliste, per migliorare le leggi che riguardano gli animali.
2002: la LAV elabora una Proposta di legge per la riforma degli articoli 727 (maltrattamento di animali) e 628 (uccisione di animali altrui) grazie alla collaborazione di un pool di esperti; a sostegno di questa Proposta di Legge l’Associazione raccoglie 200.000 firme che consegna al Ministro della Giustizia. La LAV elabora anche il primo censimento degli animali maltrattati nel 2002 in tutta Italia: oltre 3.000 animali seviziati fino alla morte.

Uso consentito citando la fonte: LAV 2003

La Stampa
15/1/2003
PRESI DAI CANILI E ADDESTRATI NEL CENTRO DELLE FIAMME GIALLE SUL LAGO DI COMO. L´INIZIATIVA, OLTRE CHE ECONOMICA, AIUTA LA CAMPAGNA PER LE ADOZIONI
Contro la droga la Finanza arruola i «bastardini»
Sedici i cani non di razza già in forza: bravi quanto i pastori tedeschi.

  Ti aspetti dei pastori tedeschi e arriva una simpatica brigata di meticci. «Cani antidroga», dicono i finanzieri, indicando in quelle reclute scodinzolanti l´ultima frontiera delle Fiamme Gialle nell´utilizzo dei cani applicato alla lotta contro gli stupefacenti. «E pure bravi», commenta con orgoglio il generale Paolo Aielli - comandante regionale della Guardia di Finanza e già presidente della commissione di valutazione dei cani da avviare all´addestramento - coccolandoseli uno ad uno con lo sguardo. Bravi quanto i pastori tedeschi, il che non è poco. Perché se questi ultimi conservano la leadership nelle attività anti-droga, nel soccorso montano e nel settore del «cino-agonismo», da qualche tempo dividono la ferma con fratelli meno nobili eppure in grado di prendere in contropiede anche gli istruttori delle Fiamme Gialle. Dici «meticcio» e pensi a quelli che ti guardano mogi mogi dietro le inferriate dei canili. Vero, con la differenza che i trovatelli scelti dai finanzieri preposti a questo singolare arruolamento sono vivacissimi e naturalmente portati ad un impiego perfezionato in sei mesi di corso ad Intimiano. Qui, sul Lago di Como, ha sede il centro di addestramento della Finanza; qui vengono esaltate le potenzialità di animali poi smistati presso i reparti territoriali. Ad oggi i cani in forza alle Fiamme Gialle sono circa 400: sedici i meticci, compresi i sei che la settimana prossima lasceranno Torino per andare a farsi le ossa nella struttura all´avanguardia sulle rive ombrose del lago. Perché i meticci? Perché quelli «giusti» rivelano doti insospettate di versatilità ed intelligenza. Certo, dal Comando regionale sottolineano anche il valore simbolico dell´iniziativa, una marcia in più per la campagna di sensibilizzazione a favore delle adozioni. Ma va da sé che la resa di questi animali, fra l´altro a costo zero, pesa sul piatto della bilancia: il tempo di sgrossarli, ed eccoli trasformati in ottimi cani antidroga da spendere con successo nelle operazioni più svariate. Dal canile al servizio dello Stato: è il caso di Peggy (meticcio labrador), Baldo (bracco ungherese), Terry e Lucas, entrambi meticci breton, individuati in altrettanti canili o «rifugi» a Ceresole d´Alba, Mondovì, Caluso. Per qualcuno la rinascita comincia dalla strada. Ne sa qualcosa Poldo, meticcio fox-terrier di dieci mesi: vagava nel parco del Valentino, candidato ad una brutta fine dopo essere sfuggito al padrone. A giorni partirà anche lui per Intimiano con i compagni. Quanto a Kristal, meticcio molossoide di due anni, si rifarà una vita dopo che lo sfratto della padrona gli ha improvvisamente negato lo spazio in cui vivere. Storie per tutti i gusti, nel segno di un´infelicità azzerata da un destino al di là di ogni immaginazione. «Non tutti i randagi sono idonei al compito che li spetta - spiega il generale Aielli -: per questo è essenziale valutare il primo impatto. Se l´animale mostra disinteresse o peggio ancora avversione alle nostre sollecitazioni viene scartato. Avanti così. fino a quando non capita il soggetto in grado di coniugare la giovane età ed una buona forma fisica con la capacità di reagire agli stimoli». Reagire come? «Stando al gioco, mostrando attenzione e vivacità». Le regole, dall´allenamento al servizio effettivo, sono uguali a quelle impartite ai blasonati pastori tedeschi. Ogni esemplare viene addestrato da un conduttore, il suo punto di riferimento per i giorni che gli restano da vivere: con lui, infatti, dividerà non solo la durata del servizio ma anche la pensione dopo anni di onorata carriera. I primi risultati dell´iniziativa sono all´insegna di un successo giudicato sorprendente dagli esperti. Non è un caso che il Comando generale guardi con attenzione ad una sfida nata fra molte perplessità. Da parte loro le nuove reclute, curate e coccolate dai rispettivi istruttori, sembrano non voler deludere le attese. Dal canile alla divisa il lietofine è assicurato. Chi ha detto che le favole non esistono?